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BergNews

Le ultime news raccontate dal BergTeam

UMS Relay 2109 . Ancora Bergteam

Vittoria con record del percorso!

Potremmo sintetizzare in due modi la gara podistica più lunga d’Europa:

-Il primo, più tecnico, potrebbe descrivere le 5 tappe di ciascuno degli atleti (Davide G. , Davide A. , Ernesto C., Beppe S. E Angelo P.) , coi relativi tempi per arrivare a Sanremo , da Milano , percorrendo i 285km.di asfalto in 23h.e 26 min. , record del percorso .

il secondo :                                                        ……………continua

  

Dicevamo : il secondo è quello che ci piace di più, quello che unisce l’aspetto agonistico a quello goliardico , privilegiando più quest’ultimo , il gruppo , la compagnia , il gusto di irriderci a vicenda . Il riassunto dei bellissimi 3 giorni di sport e divertimento , allora nelle parole di Marco Bava , Caronte del Bergteam col suo Camper :

“ULTRA MILANO SANREMO : LA GARA VISTA DALLA CREW

Introduco questa mia breve illustrazione dei fatti parlando dell’ovvio e indiscutibile.
Sicuramente tutti sanno che l’unico componente insostituibile di un team che affronta gare del genere è colui che fa assistenza. Anche quest’anno la squadra del BERGteam ha avuto l’onore di poter contare sul migliore, come avrei potuto abbandonare questa cricca di smutandati che, anziché pensare alla gnocca vogliono massacrarsi correndo dalle nebbie milanesi al mare del ponente ligure.

LA PREPARAZIONE

Dopo il successo dello scorso anno, (anche quello tutta farina del mio sacco), si decide di riprovare ad arrivare per primi al traguardo e percorrere le inviolate sabbie della spiaggia sanremese per immergersi nelle acque cristalline, per poter accarezzare i pesci tropicali e ammirare la barriera corallina.
Primo passo è la composizione della squadra, un parto trigemellare e podalico, ma si fa tenendo conto delle varie isterie, tutti vogliono fare il tratto Casteggio Ovada, li capisco, paesaggi mozzafiato, vallate e coline che ti accompagnano su strade fiorite fino al cambio. Davide Ansaldo riesce a convincere gli altri e si aggiudica questa meraviglia di frazione. Della formazione iniziale abbiamo due defezioni causa “infortunio”, prima Alessio Bozano si prende a martellate un ginocchio pur di riuscire a svicolare, subito dopo Massimo Tagliaferri, visto che il collega l’ha fatta franca con una spranga cerca di spappolarsi una caviglia e si salva. Perfetto, gli unici due che sono in grado di correre si defilano. Pare che l’obbiettivo 2019 di chiudere in meno di 24 ore si faccia sempre più vicino. I frazionisti sono: Davide Greppi, Davide Ansaldo, ernesto Ernesto Ciravegna, Beppe Squillace e Angelo Panucci.

LA GARA COSA PROVANO GLI ATLETI

Arrivati a Milano nei pressi della partenza, un ragazzino Davide Greppicon felpa e cappuccio si avvicina a noi, si vede che ha sofferto, subito ci confida il suo dramma, con gli occhi lucidi ascoltiamo il suo racconto, il giorno prima tutte le sue amicizie sono sparite per mano di uno zingaro che si è introdotto nella sua proprietà e gli ha rubato le 30 galline che amorevolmente accudiva. Guardo Ernesto Ciravegna che mi sussurra “ cazzo addio frittata”.
Il tempo passa veloce e siamo sotto al gonfiabile, lo speaker ci massacra i maroni per un quarto d’ora, ma tutti fanno finta di essere interessati, l’alternativa è quella di ascoltare Davide Ansaldo che ci racconta chissà cosa. La tensione sul viso di Davide Greppi è devastante, la si può notare vedendo come sbadiglia e si gratta gli zebedei, entro in scena per dettargli la tattica di gara, sapientemente studiata a tavolino nei giorni precedenti, “parti, corri, vai in testa e arriva primo al cambio”.
Negli innumerevoli interventi lungo la frazione, idrato, alimento dispenso consigli e massaggio il ragazzo fino a trascinarlo letteralmente alla meta.

Mentre raggiungiamo Casteggio, la deliziosa compagnia di un serafico e tranquillo Davide Ansaldo, che per nulla sente la tensione della gara, fa da contorno a questa giornata che è iniziata nel migliore dei modi, al posto di un campione come massimo tagliaferri mi trovo con un cadavere che la sera prima si è dato all’alcool per dimenticare le sue ovaiole.

Seconda frazione parte Davide Ansaldo, elegante come sempre, cerotti ovunque, per allargare le narici si rivetta una lamiera sul naso, il cappellino è da codice penale si alza i calzoncini al punto che l’elastico rischia di strozzarlo. Atleta d’altri tempi, genio e sregolatezza, ma colgo nello sguardo un velo di tristezza. So che è normalmente imperturbabile quindi lo spingo a raccontarmi il suo dramma e vengo a conoscenza di qualcosa che potrebbe devastare chiunque, ma non lui, la sera prima ha dovuto mangiare riso normale, quello nero è andato a male, non mi resta che piangere mentre lo abbraccio per confortarlo.
Lungo il percorso un’altra tegola, che avrebbe tagliato le gambe a chiunque, per errore qualcuno gli ha passato la borraccia sbagliata rischiando di fargli bere un sorso di Sali minerali anziché del glucosio, sapientemente miscelato da un alchimista eremita sulle Ande. Seguendo la mia tattica di gara studita appositamente per lui “ corri e non rompere i maroni” arriviamo ad Ovada siamo sempre primi con un margine soddisfacente.

Qui il Presidente, Ernesto Ciravegna un ometto di una certa età, professionalmente sadico nel punzecchiare i pazienti, ma affabile gentile e paziente come solo un crotalo al quale hanno calpestato la coda può essere, è pronto per partire. E’ evidente a tutti che io e lui siamo i più belli e simpatici della comitiva. Saluta amorevolmente la compagnia e con passo felino si appresta ad affrontare il Turchino, anche lui con il suo dramma, parte all’ora di cena, l’unica consolazione a tale struggente situazione è custodita nel frigo del camper. Aumenta l’ansia, ha un ginocchio gigio e l’inguine, che al pari della zona adiacente è ormai inservibile, ma seguendo le mie infallibili direttive “ corri più forte che puoi fino alla galleria, poi accelera” arriva primo a Voltri aumentando il vantaggio.

Mentre le tenebre hanno reso fiabesco il panorama di Voltri, parte Beppe Squillace, o meglio il fratello magro, un tipetto tranquillo, pacato che non sente il peso della gara, ormai dopo il voto di castità di parecchi anni fa ha raggiunto una pace interiore che potrebbe fare invidia ai santoni indiani. La sua inutilità nel contesto umano è pari solo a quella di un criceto che gira nella ruota.
Anche lui porta con se un dramma, non capisce una mazza, e quando gli spiego la tattica di gara “ corri veloce, spingi e arriva i n progressione”, capisce … una mazza ma trova Borghetto Santo Spirito aumenta il vantaggio sugli inseguitori e da il cambio all’ultimo frazionista.

Ultima frazione, mi trovo davanti un’ attempato signore, tal Angelo Panucci Ernesto mi racconta che si erano conosciuti quando erano più giovani e qui un filo di tristezza mi assale, avrei voluto vivere gli anni dell’immediato dopoguerra. Cerco di rassicurarlo, facendogli velatamente capire che ormai tutto dipende da lui, gli spiego che può serenamente affrontare la sua gara sapendo che se sbaglia rovina un fine settimana che fino al quel momento e’ stato perfetto e che il risultato era legato alla sua prestazione. Si toglie l’apparecchio acustico, si aggiusta il tubetto del catetere e con con il passo incerto degli anziani scatta , solo 61 km. ci dividono dal traguardo. Il tempo sembra non scorrere più, cerco di calmare gli altri, assisto solo marginalmente il buon Angelo, per l’occasione abbiamo trovato una badante rumena, per non farlo stressare troppo cambiandogli le abitudini.
Eccoci finalmente a Sanremo, la folla mi acclama, le persone gremiscono la spiaggia, in ogni angolo i fans urlano il mio nome, sanno che ho compiuto un vero miracolo nel portare questi 5 raccatti al traguardo. Di qui in avanti un continuo di interviste, comparsate in Tv. Purtroppo ho dovuto essere breve, gli occhi tornano ad essere lucidi, ho un nodo alla gola e mi chiedo, ma quando lo rifacciamo? Grazie ragazzi grande Team, com me il team migliore 😂😂😂😂“

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